Il 26 febbraio 2025 è una data cruciale per la politica industriale europea: nello stesso giorno in cui la Commissione ha presentato il Pacchetto Omnibus per la semplificazione normativa, ha lanciato anche il Clean Industrial Deal, un piano ambizioso per rendere l’industria europea più resiliente, competitiva e circolare. Se da un lato si cerca di ridurre il peso del reporting per le imprese, dall’altro l’attenzione alla decarbonizzazione e all’economia circolare resta altissima.

L’economia circolare emerge come pilastro centrale del Clean Industrial Deal, non solo per ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche, ma anche per abbassare i costi di produzione, incentivare l’innovazione e rafforzare la sicurezza economica dell’Europa.

Il piano fissa obiettivi chiari: aumentare il tasso di utilizzo dei materiali circolari dal 11,8% attuale al 24% entro il 2030, promuovendo nuovi modelli produttivi e rafforzando il mercato delle materie prime seconde.

Le azioni chiave per la circolarità

Il Clean Industrial Deal introduce un pacchetto di misure per scalare la transizione verso un modello industriale più circolare. Tra le principali iniziative troviamo:

  • Critical Raw Materials Act (Q1 2025): verrà definita una prima lista di Progetti Strategici per garantire l’accesso sicuro a materie prime essenziali, promuovendo il riciclo e la diversificazione delle forniture.
  • Ecodesign Work Plan (Q2 2025): il piano per l’eco-progettazione stabilirà criteri rigorosi per la sostenibilità e la durata dei prodotti, riducendo sprechi e obsolescenza programmata.
  • Circular Economy Act (Q4 2026): una legislazione chiave per accelerare l’economia circolare, eliminando le barriere al mercato delle materie prime seconde e rendendo più competitivi i prodotti circolari.
  • Green VAT Initiative (Q4 2026): una riforma fiscale che renderà più conveniente l’acquisto di beni ricondizionati e riciclati, incentivando il mercato dei prodotti di seconda mano.
  • Trans-Regional Circularity Hubs (Q4 2026): poli industriali per il riciclo avanzato e la produzione di materiali circolari, facilitando le economie di scala.

Materie prime critiche e circolarità: un binomio strategico

Un punto centrale del Clean Industrial Deal è la necessità di ridurre la dipendenza dell’Europa da fornitori esteri di materie prime critiche. La creazione dell’EU Critical Raw Materials Centre (prevista per il 2026) rappresenta un passo decisivo per coordinare gli acquisti congiunti di materiali essenziali e gestire stock strategici.

Parallelamente, verranno introdotti incentivi per l’uso di materiali riciclati e per la riduzione degli scarti. La Commissione lavorerà anche per armonizzare le normative su rifiuti e materiali secondari, garantendo che il valore delle risorse rimanga all’interno dell’economia europea il più a lungo possibile.

L’impatto economico e occupazionale

Il potenziale economico della transizione circolare è enorme: il mercato europeo del remanufacturing potrebbe passare dagli attuali 31 miliardi di euro a 100 miliardi di euro entro il 2030, creando oltre 500.000 nuovi posti di lavoro. Inoltre, il riciclo avanzato delle batterie e dei rifiuti elettronici sarà incentivato per evitare che materiali preziosi vengano esportati fuori dall’UE senza adeguati processi di recupero.

Conclusioni

La sfida dell’industria europea non è solo ridurre le emissioni, ma anche garantire la sicurezza economica e la competitività attraverso modelli produttivi più sostenibili. L’integrazione tra economia circolare e strategie industriali nel Clean Industrial Deal dimostra come la sostenibilità possa essere un volano di crescita e innovazione.

In attesa delle decisioni finali sul reporting, sarà fondamentale garantire un equilibrio tra semplificazione e ambizione, affinché le aziende possano affrontare il cambiamento con maggiore chiarezza e fiducia.

Le imprese dovranno prepararsi a queste nuove normative e opportunità, adattando i loro modelli produttivi e di approvvigionamento. Ma la transizione è già iniziata.

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_550

https://commission.europa.eu/document/download/9db1c5c8-9e82-467b-ab6a-905feeb4b6b0_en